La star Adriano in visita a Peccati di Gola

16 ottobre 2008 – 00:35

Visita molto gradita l’altro giorno di Adriano Liloni a Peccati di Gola. Speravo arrivasse per pranzo che volevo saggiasse il nostro Baccalà alla Vicentina con polenta di Mais Marano. Purtroppo Adriano è arrivato verso le 3 e mezza, rinunciando al Baccalà ma portando con se un sacco di regali. Il più gradito, senza dubbio, il paio di bottiglie di di vino del Feudo d’Ugni di Cristiana Galasso di San Valentino in Abruzzo Citeriore, provincia di Chieti. Il bianco, bevuto stasera accompagnato a pane e salame, parla da solo. Dai suoi appunti di viaggio, Michele Marziani, così definisce i vini di Cristiana.

Il vino capisce chi lo ama ed è per questo che il suo primo Montepulciano, il Rudero, le riesce buonissimo, come a dire che sì, da questa viticoltura estrema, antica e agricola si possono fare meraviglie. Un po’ con le uve di San Valentino, delle pendici della Majella, un po’ col trebbiamo d’Abruzzo, bianco, che il Feudo d’Ugni, così si chiama l’azienda agricola, coltiva sulle colline vicino a Lanciano. Ne nasce il Lama Bianca, bianco di magnificente personalità. Sorridente e scostante. Feudo d’Ugni, è il nome di un pezzo di montagna, terra di ognuno, d’ugni, ovvero di tutti, di tutti quelli che la coltivavano. D’Ugni è il rosso Montepulciano domato col legno. Fante è invece la stessa uva lasciata libera, sregolata, potente al naso, sugosa in bocca, nera all’occhio, inarrestabile, come certe bevute in colline, quelle della Confraternita dell’uva, romanzo incantevole dello scrittore americano John Fante a cui il vino è dedicato. Fante è scrittore sregolato e vanesio, profondo, potente, figlio di immigrati abruzzesi. Sembra il ritratto del vino. Perché tutto torna, alla fine di un giro, Cristiana Galasso alla terra, il suo vino alla memoria. Parla dei monti d’Abruzzo e, perché no?, di una vita più vera.

Con Adriano si è parlato di Sovversivi, della giornata delle polente e di tanto altro, fino a quando la bottiglia di vino che avevamo stappato è finita ed è arrivato il momento dei saluti. Ho ricambiato i suoi doni con due belle porzioni di Baccalà e polenta, Zaeti e Recioto di Gambellara. Mi dispiace non avergli fatto vedere la nostra Barchessa, che vorrei mettere a disposizione per un incontro a tema con tutti i Sovversivi.



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