Rischio frode sull acquisto di pesce in Italia, in un alta percentuale etichette scorrette o ingannevoli

18 aprile 2011 – 08:08

Falsi filetti di cernia, moscardini spacciati per polpi, persico africano che sembra dei nostri laghi perché sull’etichetta non è indicata la provenienza. Questo e altro hanno trovato gli esperti di Altroconsumo che hanno acquistato in tutta Italia, in 55 punti vendita 160 campioni di pesci e molluschi scoprendo che  nel 44% dei casi  le etichette sono scorrette o ingannevoli. Il rischio di frodi aumenta  quando si acquistano filetti di pesce. Nei casi più gravi è stato venduto pesce di valore notevolmente inferiore: filetti di pangasio (forse addirittura decongelato) proposti come fieltti di cernia, persico o dentice, oppure smeriglio al posto del palombo o, ancora, eglefino come merluzzo. Altre volte c’è l’omissione della provenienza: per esempio, cernia atlantica (meno pregiata) venduta come cernia.

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Immagine tratta da statoquotidiano.it


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