Il Blog oggi

1 agosto 2008 – 09:50

Bonilli chiede ai propri lettori di commentare un proprio post, scritto e pensato partendo da un articolo del professor Marino Niola, Ordinario di Antropologia Culturale e giornalista, apparso su larepubblica.it il 28.08.2008. “Ognuno è quel che scrive, tutti hanno pari facoltà di interlocuzione”, questa la frase con cui il professore chiude la propria tesi sul mondo dei blog. La domanda di Bonilli è chiara, schietta. Viva. Cos’è oggi un blog?

Io credo che molto dipenda dall’uso che se ne fa dello strumento blog. Il blog inteso come diario personale, come lo si intendeva e lo si sfruttava agli albori della sua storia, era uno strumento in cui uno portava se stesso, veniva conosciuto, letto e commentato da persone che bene o male si rispecchiavano in ciò che leggevano. E di conseguenza chi scriveva si riconosceva nei propri lettori. Ne diventava la “voce”, riportando all’interno dei propri post le idee, i gusti, i drammi della vita che non erano altro che le idee, i gusti, i drammi della vita dei lettori. Su tutto, il diario on line ha permesso a moltissima gente di condividere le proprie passioni.

Questo accadeva qualche anno fa. Ora il blog inteso come diario on line ha lasciato il passo al micro blogging (vedi twitter, jaiku, plurk), mentre i bloggers sembrano essersi trasformati in Opinion Leader (dei tuttologi alla Alba Parietti per intenderci). Da sottolineare anche il “citizen journalism”; il giornalismo dal basso. Prima tutti i blogger a parlar male dei giornalisti, a gridare al mondo che l’informazione è pilotata, che non esiste la libertà di informazione e via dicendo per poi appurare che è bastato che i PR delle grosse aziende invitassero i nomi più in vista alle presentzioni dei prodotti per capire quanto pilotabili e pilotati siano i blogger al pari dei giornalisti.

Il web log inteso come diario personale non è più una nuova forma di vita nella rete.

Credo che una nuova formula dell’uso del blog sia il blog aziendale. Molte aziende, infatti, hanno iniziato ad affidare la propria immagine ad un blog più che ad un sito, senza dubbio molto più statico e socialmente “immobile”, o addirittura a del materiale cartaceo. A riguardo quindi, e riferendomi soprattutto alla domanda del sig. Bonilli, chi segue un blog aziendale deve assolutamente fare attenzione a non confondere la propria figura con la figura dell’azienda. La propria personalità con la personalità dell’azienda. Ma soprattutto ciò che deve emergere nel blogger è la professionalità. E visto da questo punto di vista, un blogger non può riconoscersi nei lettori. Non lo credo corretto e professionale.



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